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Scienze

Il perno motivante dello studio delle scienze è il rapporto tra il soggetto ed il mistero della realtà. La scienza guarda al dato che è l’oggetto naturale come ad un portatore di causalità e di scopo. Ogni fenomeno infatti è concepito come indizio, cioè come qualcosa che rimanda ad un legame nascosto con altri fattori della realtà (la scienza infatti è fondata dal presupposto “certo” che la realtà è ordinata, cioè non casuale). Il ruolo dello scienziato e, per analogia, dell’alunno, è quello di ricevente del segreto suggerito dall’indizio. Ma i ragazzi si accorgono che le domande non possono essere tutte soddisfatte dal sapere scientifico, che c’è un Mistero più grande e che spesso l’imprevisto è la caratteristica costante della realtà.
Nel processo di apprendimento delle scienze l’insegnante è essenziale: egli infatti ha una funzione non riducibile a quella del ripetitore o di addestratore. Egli non è “chi sa fare” ma “chi sa guardare” guidando in tal modo  per imitazione alle profondità di senso sottese alla superficie delle cose.
In definitiva la materia che viene insegnata è luogo educativo in senso pieno. E’ via all’apertura del cuore alla realtà in tutto il suo spessore e le sue dimensioni; è luogo dell’incontro tra il patrimonio di esperienza umana del soggetto adulto ed il desiderio di esperienza del soggetto in via di maturazione.